Autore tra i più apprezzati a cavallo della metà del Novecento, Ugo Betti è stato rapidamente dimenticato a partire dagli anni Sessanta. Il suo teatro, di cui ancora oggi restano in repertorio alcuni testi quali "Corruzione al Palazzo di Giustizia" o "Delitto all'isola delle capre", rivela una particolare attenzione per l'analisi delle psicologie spesso tormentate dei personaggi e la consapevolezza che è necessario tendere a una giustizia efficace e corretta.