Il contributo offre una prima analisi sistematica della presenza e del riuso di Marziale nei grammatici latini e nei commentatori della tarda antichita. Dall’indagine emerge che le citazioni dell’epigrammista si configurano come un materiale ‘nuovo’, numericamente esiguo, meno pregiato e raffinato dei piu illustri auctores di lungo corso, che contribuisce, tuttavia, all’ampliamento e all’ammodernamento di un secolare edificio teorico.