Nei paradigmi della costruzione e della distribuzione è possibile discernere alcune forme strutturali, immaginabili o rese invisibili nell’architettura compiuta. Ciò che non si esaurisce nella fisicità finita conserva le tracce di altre architetture, presenze di un’assenza improvvisamente gravata di permanenza. Il progetto dell’attesa che si trattiene in questo luogo liminale sfida il tempo e lo spazio. Nelle architetture rovinate o interrotte l’astrazione e la scomposizione dell’immaginario sotteso, inscritte nel rapporto tra metamorfosi e permanenza, appaiono strumenti fecondi per il progetto architettonico e il suo farsi senso.