Opzioni
La circolazione carsica nel fianco di anticlinali dell’Appennino Marchigiano: l’esempio della grotta Sasso Pozzo (Gagliole), Sandro Galdenzi, Alfredo Campagnoli
Galdenzi, Sandro
•
Campagnoli, Alfredo
2013
Abstract
Sasso Pozzo è la più importante grotta conosciuta negli acquiferi minori
presenti sui fianchi delle anticlinali dell’Appennino Marchigiano, ed è
stata studiata insieme alla vicina sorgente di Mignano (Gagliole, MC) per
acquisire dirette informazioni sulle modalità di drenaggio in questo tipo
di acquiferi.
La grotta si sviluppa in un’unità calcarea compresa entro orizzonti marnosi
al letto e al tetto, la cui giacitura ha condizionato il drenaggio e la
struttura in grande della grotta, che si sviluppa parallelamente al versante,
secondo l’andamento della stratificazione, mantenendosi circa
130 m sotto la superficie topografica per lo più sotto coperture marnose.
La grotta, di origine freatica, si comporta attualmente da emergenza di
troppo pieno ed è formata da un’angusta galleria lunga 500 m, dalla quale
si dipartono poche diramazioni laterali. La grotta ha andamento discendente
e profilo longitudinale irregolare, con tratti sifonanti e frequenti
contropendenze. Raggiunge la superficie dell’acquifero a -29 m rispetto
all’ingresso.
Una livellazione di dettaglio ed il monitoraggio idrologico continuo protrattosi
per un anno, con tre stazioni interne ed una presso la sorgente,
hanno consentito di definire la geometria delle grotta e di seguire le
variazioni assolute dei livelli idrici in risposta agli eventi meteorologici
superficiali.
La temperatura e la conducibilità delle acque nella grotta e alla sorgente
sono molto simili e seguono lo stesso trend stagionale. L’alta permeabilità
dell’ammasso roccioso nella zona vadosa causa risposte molto rapide
agli eventi meteorici di superficie, mentre una riduzione di permeabilità
nelle zone più profonde nell’acquifero giustifica l’elevato gradiente piezometrico
misurato tra la grotta e la sorgente.
In occasione di importanti eventi meteorici si verifica una rapida risalita
dei livelli piezometrici, fino a 16 m/h, per un totale di +45 m rispetto al
livello di magra. In queste situazioni la risalita di acqua dal lago sifone
terminale determina la riattivazione della grotta che viene totalmente invasa
dalle acque fino a defluire dall’ingresso.