Ad oltre trent’anni dalla firma del Trattato di Maastricht, che ha espressamente optato per la “costituzionalizzazione” delle scelte fondamentali in tema di politica monetaria, è possibile tentare una rilettura del modo in cui, nell’assetto italiano anteriore all’avvento dell’Unione economica e monetaria europea (UEM), venivano trattati i fenomeni legati alla manovra della moneta e al soggetto che la governa. In particolare, ci si propone di percorrere un viaggio d’ispirazione negli snodi più caratterizzanti dell’esperienza monetaria repubblicana, allo scopo di comprendere se e come i passi compiuti e le mete raggiunte in quel contesto possano dirsi fruttuosi ancora oggi.