Attraverso l’etnografia di una jam session jazz “non competitiva”, tenuta settimanalmente a Brooklyn, Anselmo R. Paolone ne mette in luce i principali aspetti pedagogici. I musicisti frequentano questa jam per apprendere. La loro formazione avviene (secondo la vera tradizione del jazz) attraverso l’esperienza dell’improvvisazione in gruppo, che poi diventa oggetto di riflessione e viene resa “comunicabile” attraverso un “gergo di strada” in cui le conoscenze tecniche necessarie all’improvvisazione (riportate qui per esteso, assieme alle trascrizioni dei relativi esempi suonati) vengono “semplificate”, diventando in tal modo comprensibili anche agli autodidatti.