Una parte preponderante del territorio italiano si connota per un’organizzazione
spaziale fondata su centri “minori”, di piccole dimensioni
e/o caratterizzati da situazioni di marginalità che, in molti casi,
sono in grado di garantire ai residenti soltanto una limitata accessibilità
ai servizi essenziali. Seppur rilevanti in termini di distribuzione
nei sistemi di organizzazione spaziale, queste realtà soffrono degli
effetti di un divario territoriale storicamente stratificato nel Paese.
Nell’ambito delle politiche di coesione territoriale, a scala nazionale
sono state intraprese alcune importanti iniziative tra cui la Strategia
Nazionale per le Aree Interne e il Fondo per i Comuni Marginali che
mirano ad attivare processi di valorizzazione e sviluppo locale.
L’obiettivo del presente lavoro è quello di verificare l’eventuale presenza
di una o più variabili socio-economiche, con valori prossimi tra
loro, nel cluster dei Comuni classificati come “marginali” nell’ambito
della strategia omonima al fine di individuare eventuali dinamiche
proprie dei Comuni marginali rispetto ai non marginali.
La metodologia impiegata dalla ricerca è di tipo quantitativo, basata su
un approccio di tipo differenziale che confronta attraverso una cluster
analysis due data set relativi a Comuni “marginali” e “non marginali”.
I preliminari risultati della ricerca possono fornire indicazioni sulle possibili
azioni da implementare per ridurre i differenziali di marginalità dei
territori e rappresentare una metodologia replicabile in altre ricerche.