Nella nota sono descritte le risultanze di due diverse serie di sperimentazioni di
laboratorio, mirate a definire le dimensioni degli ammassi di detriti legnosi che
possono venirsi a formare in corrispondenza delle pile dei ponti e le conseguenze
della loro interazione con la corrente, con particolare riguardo all’incremento dei
fenomeni erosivi localizzati che possono verificarsi in tale contesto. Il fatto che
sempre più raramente venga operata una corretta manutenzione in relazione alle
specie arboree presenti sulle sponde dell’alveo, è causa di immissione di rilevanti
quantità di detriti arborei in occasione dei fenomeni di piena. Tronchi e detriti già
presenti sulle banche, o in conseguenza alla naturale mortalità delle specie arboree,
o perché depositati da una piena precedente, o perché rovesciati dal vento, in
occasione di piene vengono a sommarsi a quelli trascinati in alveo dall’erosione
spondale. Le pile dei ponti costituiscono da parte loro un facile innesco per la
formazione di ammassi che possono talvolta assumere dimensioni imponenti,
realizzando, oltre non altrimenti previsti fenomeni di rigurgito, considerevoli
incrementi degli scavi localizzati. Nella prima parte la nota riassume i risultati di
una estesa sperimentazione di laboratorio sviluppata al fine di poter fornire
indicazioni sulla massima dimensione degli ammassi, anche in relazione alla
geometria delle pile. I risultati di una ulteriore recente serie di sperimentazioni,
sviluppate per indagare i fenomeni erosivi localizzati generati da tali ammassi, sono
descritti nella seconda parte della memoria.