Il contributo esamina, alla luce della produzione saggistica, come cambia il rapporto di Thomas Mann con il concetto di Europa negli anni chiave del suo riposizionamento politico e ideologico dopo la fine della Prima guerra mondiale (1918-1926). Legata ad altri concetti chiave come "democrazia" e "occidente", anche nei confronti dell'Europa si passa da un'iniziale antipatia a una sempre maggiore vicinanza. Dal momento in cui è ripresa in modo positivo, la stessa idea di Europa evolve da un primo momento in cui è considerata possibile da Thomas Mann solo come comunità di spiriti a un secondo in cui assume invece una fisionomia politica ben concreta come unione di stati in senso federale