Tracciando le "prime linee di una
storia delle dottrine economiche" Spirito affermò invece che l'economia pura era economia
politica, ne segnalò il carattere "intransigentemente" !iberista, ne sostenne l'incompatibilità
con l'economia corporativa e programmatica, che, come egli ribadisce in
un lavoro del '32, "si oppone a tutta la vecchia economia definendola liberale". Bruno
de Finetti entra nel dibattito sui significati, sui compiti e sui problemi dell'economia
pura con una serie di lavori da lui pubblicati tra il 1935 e il '37, che poi riprende in
forma di rassegna in un bellissimo lavoro del '43, e muove proprio dagli scritti che
egli dichiara "molto apprezzati" di Ugo Spirito, "autore che ha dell'economia corporativa
una concezione" - nota de Finetti- "cui più mi awicino". Ne risulta una posizione
che è "di parere contrario rispetto a tutti: fautori e critici".