Il contributo analizza alcuni aspetti implicati nella riscrittura del secondo romanzo di Italo Svevo, Senilità (I ed. 1898, II ed. 1927),che sono pertinenti col problema della comunicazione, perché riguardano lo sforzo dell'autore triestino volto al guadagno di una lingua viva e vicina all'uso, lasciando il retaggio di pedanterie e purismi propri di una lingua, quella toscana, appresa unicamente dai libri.