L’Albergo Diffuso (AD), un modello di ospitalità il cui nome è nato in Friuli, evoluto in formula alberghiera da Giancarlo Dall’Ara, rivelatosi capace di rivitalizzare un piccolo centro storico e indicato come modello di sviluppo del territorio dalle Nazioni Unite nel 2008, racchiude in sé degli ostacoli aggiuntivi che il management aziendale è chiamato a superare. Un minimo di due edifici, case e camere adatte ai residenti, la presenza di immobili di pregio storico-architettonico costituiscono elementi di grande attrattiva per gli ospiti, ma comportano tempi di manutenzione più lunghi, costi di gestione più elevati e la concreta possibilità che i servizi di accoglienza offerti dall’impresa evolvano più rapidamente rispetto agli stessi offerti dalla località in cui essa opera. Queste difficoltà si traducono purtroppo in diseconomie e fanno sì che gli operatori del comparto, se vogliono creare reddito sufficiente a entrare nella fascia degli utili, debbano raggiungere livelli di occupazione delle camere e di fatturato più alti rispetto a quelli richiesti al management di un albergo tradizionale. Le pagine seguenti presentano le necessità di cooperazione da soddisfare nell’AD ai fini dell’incremento del reddito e dell’impatto prodotto dall’impresa nel centro storico in cui questa opera.