L’intervento mira ad analizzare il rapporto di Richardson con il genere epistolare, di come lo abbia innovato attraverso le sue opere maggiori, “Clarissa” e “Pamela”. Lo scrittore ha la capacità di rendere il sentimento e il pensiero con l’azione attraverso la “messa in scena” di un complesso gioco di voci e di descrizione di azioni dettagliate. A differenza delle “Lettere portoghesi”, che venivano scritte per la mancanza dell’amato, è il vuoto, invocato come salvezza, la condizione che la scrittura richiede e che conferisce nuova dignità alla donna. Quello che fa Richardson è prendere la storia d’amore dall’esterno per poi mettere a nudo l’interno.