Attraverso lo studio – storico, linguistico e paleografico – di alcuni testi veneziani del Duecento d’ambiente o d’argomento mercantile, per la maggior parte inediti, si cerca di ricostruire l’esperienza di lingua e di scrittura del mercante rialtino del sec. XIII: assieme all’accertata presenza del latino, componente per lo più trascurata della cultura del mercante medievale italiano, e invece d’importanza cruciale almeno a Genova e a Venezia, si evidenzia il progressivo sviluppo del volgare verso la piena autonomia e il formarsi di una tradizione di scrittura mercantile che nella seconda metà del secolo porterà ai primi testi tecnici redatti in schietto veneziano.