Ovidio, il poeta per eccellenza del mito, non si mostra estraneo e indifferente alla scienza e alla poesia filosofico-scientifica. Nel mondo in trasformazione delle Metamorfosi, la voce ha un ruolo di grande rilievo: il mito di Eco ne è, forse, l’esempio più famoso. In questo episodio è molto forte il rapporto con Lucrezio, il quale istituiva, sulla base di principi atomistico-materialistici, uno stretto rapporto tra ottica e acustica e, all’interno della loro trattazione, tra il riflesso dell’immagine e quello del suono (lo specchio e l’eco). Ovidio non esclude il punto di vista razionalistico-scientifico: a proposito di Narciso allo specchio il mito concorda sostanzialmente con la scienza (l’immagine riflessa non è un corpo diverso), nella vicenda di Eco esiste un’opposizione tra corpo e voce, così la ninfa, da corpo che era, si trasforma in pura voce. Altri due miti (Pan e Syrinx e il barbiere del re Mida) confermano la stessa attenzione ovidiana per la razionalità, anche quando è la versione mitologica ad essere raccontata.