Opzioni
Qualità e sicurezza nella filiera del prosciutto – Volume II
Vari
•
Piasentier E
•
Piasentier, Edi
2011
Abstract
La filiera suinicola italiana destinata alle produzioni DOP, costituita fin dai primi
anni novanta, interessa in misura rilevante anche la produzione tipica regionale
di qualità, come quella dei prosciutti di San Daniele DOP e di Sauris IGP, e
numerose altre produzioni industriali e artigianali tipiche che offrono
un’immagine di prestigio della nostra terra. In particolare anche gli allevamenti
di suini riconosciuti ai fini della DOP ubicati nella regione forniscono la materia
prima per il prosciutto e numerosi altri prodotti tipici a base di carne, che
arricchiscono la produzione alimentare del Friuli Venezia Giulia.
Il progetto Innovazione e ottimizzazione nella filiera del prosciutto crudo
tipico si propone di sviluppare un’attività di ricerca applicata, volta ad
acquisire nuove conoscenze e rispondere alle esigenze dell’intera filiera
produttiva del prosciutto DOP e IGP. L’attività di ricerca è indirizzata a
rafforzare la competitività del sistema produttivo territoriale, attraverso il
miglioramento continuo: nell’utilizzo della tecnologia e dell’innovazione, nella
struttura dei siti produttivi, nella formazione delle risorse umane, nella gestione
dell’impatto ambientale.
L’attuazione del progetto è a cura di un gruppo di lavoro interdisciplinare,
appositamente costituito, formato da otto unità di ricerca dell’Ateneo friulano,
con competenze che interessano in modo complementare i diversi aspetti della
filiera di produzione del prosciutto, con la collaborazione del Consorzio del
prosciutto di San Daniele, del Parco Agro-Alimentare di San Daniele e
dell’Istituto Nord Est Qualità (INEQ).
Il progetto pluriennale, organizzato in tre fasi, è finanziato dalla Regione Friuli
Venezia Giulia nell’ambito dell’art. 23 della Legge Regionale n. 26 del 2005
in materia di innovazione, con il co-finanziamento dei quattro partner.
Il secondo volume di “Qualità e sicurezza nella filiera del prosciutto”
accoglie dodici contributi presentati durante il terzo convegno, organizzato nel
2011 per divulgare i risultati della terza fase del progetto. L’insieme degli
interventi può essere esaminato consultando il portale del progetto,
www.Prosciuttoandscience.it, dove è stato raccolto il materiale utilizzato dai
relatori per svolgere le presentazioni.
Come il lettore avrà modo di apprezzare, il volume riporta anche i risultati di
alcune ricerche riguardanti la filiera del prosciutto DOP, non effettuate
nell’ambito del progetto sull’innovazione. In effetti, il terzo convegno, come
quelli che lo hanno preceduto, ha offerto l’occasione per un confronto con altri
ricercatori, professionisti e operatori del comparto produttivo, che hanno
arricchito, con il loro contributo e la loro esperienza, gli argomenti trattati e i
contenuti della discussione. L’ampiezza della partecipazione può essere
direttamente valutata consultando la lista degli autori delle relazioni, riportata
alla fine degli Atti.
Sono stati esaminati molti aspetti della complessa filiera italiana della DOP che
dall’allevamento del suino porta il prosciutto sulla tavola del consumatore, del
quale è stata considerata anche la percezione nei confronti di questo peculiare prodotto tutelato, che assicura tipicità e tradizione per mezzo di standard
qualitativi tra i più elevati della produzione agro-alimentare. Scorrendo l’indice
dei titoli si possono ripercorrere le tappe del processo produttivo, attraverso
l’esame di vari punti critici e la proposta di tecnologie innovative per il loro
controllo. Leggendo gli Atti, si può apprezzare la natura composita del
concetto di qualità applicato a un prodotto di origine animale. Sostenibilità
ambientale, alimentazione, genetica e benessere animale diventano criteri
concreti e parametri di valutazione che interagiscono, integrano e spesso
chiariscono quelli che tradizionalmente vengono associati al termine qualità:
controllo del processo tecnologico, proprietà nutrizionali, sviluppo del flavour,
evoluzione della texture.
Il contenuto delle relazioni è diverso: scientifico, tecnico e tecnologico; perché
riflette il livello delle conoscenze e delle competenze sugli specifici aspetti
considerati. Tutti i contributi, comunque, si collocano lungo un percorso
finalizzato al trasferimento tecnologico, con un taglio divulgativo che non
trascura il rigore nella descrizione dei metodi sperimentali.
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