Nell’epigrammatica scolastica del più importante poeta della Spagna visigotica del VII
secolo, Eugenio di Toledo, si trova un poema sugli inventori degli alfabeti, che ha raggiunto
una straordinaria fortuna nel periodo carolingio e nei secoli successivi. Sia una
semplice versificazione di un elenco grammaticale di un modello perduto, sia il poeta
stesso a prendere il luogo del grammatico, la storia del poema si inserisce in un percorso
pendolare fra grammatica e poesia nell’ambito di un vero e proprio gioco di riuso di testi
e di saperi. Among the epigrams on school topics produced in seventh-century Visigothic Spain, we
find a curious piece on the inventors of the alphabets composed by Eugenius of Toledo, the
greatest poet of his day. Whether it represents a simple versification of a previous, lost, list of
inventors, or reveals the poet’s role as grammarian in creating such a list, the poem achieved
a remarkable diffusion among grammatical texts throughout the Middle Ages and later
centuries.