L'arcidiocesi di Udine è oggetto a cavallo tra XVIII e XIX secolo di una serie di traumatiche riforme ecclesiastiche. Dopo il 1797 vengono infatti cominciano ad introdursi nei domini già veneziani le misure adottare nell'Austria teresiano-giuseppina; seguono, più radicali, le riforme napoleoniche. Si analizza l'atteggiamento che nei confronti di tali mutamenti matura Mattia Capellari, vicario capitolare, alla guida dell'arcidiocesi durante le due lunghe vacanze vescovili che si verificano in questi anni.