Prendendo spunto dal noto saggio di Octavio Paz “El más allá erótico” il contributo mira a considerare la carica artistica erotica e lo scatologico dei liquami e della materia escrementizia. Un dialogo diacronico tra movimenti artistici che dalla reale e misera concretezza dell’esecrabile di Boccaccio, diviene raffinato e potentesegno e segnale erotico artistico in Quevedo per passare alle opere di Lina Wertmuller, de Sade e Pasolini ed arrivare al teatro di García Lorca e ai prodotti artistici di Piero Manzoni.