Giotti individua i limiti della scrittura nei confronti
della vita, e distingue nettamente verità della
vita e verità della poesia. La sua lingua della poesia
è una lingua che non è sacra a priori, ma che
lo diviene in corso d’opera : è lingua sacralizzata,
consacrata. Questa lingua viene usata, con molta
castità, per parlare dello sfaldamento della propria
famiglia e della morte dei figli. Nell’incrocio tra
tematiche e specifico statuto della lingua della
poesia, le immagini che risultano sono immagini
di luce : la verità della poesia consegna l’essenziale
della verità della vita.