La regione della grande ansa eufratica occupò,storicamente,una posizione nevralgica nella rete di comunicazioni e dei commerci antichi, ponendosi come interfaccia, e quindi come privilegiata via di comunicazione e di interazioni culturali, tra il Levante a occidente, il mondo anatolico a settentrione, la bassa Mesopotamia, l’Iran e il Golfo Persico a oriente e meridione. Le peculiarità ambientali, storiche e culturali della valle del medio Eufrate in Siria settentrionale, unitamente alla grande quantità di dati raccolti nelle numerose campagne di scavo che qui si susseguirono (in
particolare in seguito ai progetti di salvataggio nelle aree delle dighe di
Tabqa e dello Tishrin), la rendono un’area di studio fondamentale per
l’analisi e la comprensione delle dinamiche antropiche nel corso del
Bronzo Medio nell'ambito dell'area nord-mesopotamica.La presente ricerca si è posta come obiettivo primario la creazione di una sintesi quanto più puntuale, completa e globale della
cospicua ed eterogenea quantità di dati finora raccolti nelle indagini
archeologiche condotte nel tratto più settentrionale dell’Eufrate siriano
relative al Bronzo Medio (2000-1600 a.C). Tali dati, al momento, sono
stati pubblicati per lo più in rapporti di natura preliminare oppure in studi monografici riguardanti un sito o una specifica classe di materiali. Attraverso un’opera di analisi approfondita delle informazioni fino a oggi edite, è stata realizzata una sintesi che ha
permesso una ricostruzione il più possibile puntuale e organica - una
“storia totale” al momento mancante - della complessità delle azioni
umane nella regione della grande ansa del fiume Eufrate nella prima
metà del II millennio a.C.