Il saggio analizza la tradizione culturale che caratterizza il ceto dirigente udinese tra Cinque e Settecento (particolarmente soffermandosi sugli esiti in questo secolo). Mette a fuoco quindi il nesso che lega strettamente l'affermazione cetuale e le operazioni mitopoietiche che a partire dalla cultura antiquaria e dalla storia religiosa sostengono la tradizione di una città che si pretende capitale del territorio