Il contributo discute un segmento testuale estremamente problematico del De Nuptiis Philologiae
et Mercurii di Marziano Capella (I 68), e avanza una nuova ipotesi di lettura rispetto a
quanto proposto fino ad oggi dagli editori: l’espressione Pythii reformantis speculo – dove Pythii
è correzione del tràdito pidei/pithei – individua in Apollo/Sole e nella Luna, che rispecchia la sua
luce, i due luminari che si alternano ciclicamente nel processo di illuminazione del cosmo e sono
manifestazione dell‘azione demiurgica di Giove.