L'articolo intendere riflettere sulle modalità con cui gli schemata urbani hanno influenzato i tipi statuari usati nella ritrattistica romana in Italia settentrionale. L'impatto dei modelli metropolitani è seguito esaminando le statue togate, loricate e in nudità eroica. In particolare è evidenziata l'importanza della testimonianza dei togati aquileiesi per la ricezione del togato in "Pallium-Typus", che avvenne con una maggiore libertà di adattamento e mediante l'introduzione di varianti locali nel panneggio. La comparazione tra una statua togata in marmo di provenienza milanese (da via del Lauro) e l'Augusto dalla via Labicana consente invece di seguire le modalità di ricezione del nuovo togato augusteo con umbo. Per le statue loricate si osserva una maggiore fedeltà ai modelli urbani anche nella scelta dei programmi decorativi. Lo stesso vale per le statue con il mantello che cinge i fianchi. Si propone quindi che a partire dall'età augustea il linguaggio dei corpi usato nel ritratto romano abbia subito una maggiore influenza (controllo) dei modelli elaborati nell'Urbe.