Da più di 20 anni la popolazione della Valsusa, in Piemonte, si oppone alla costruzione
del TAV (Treno ad Alta Velocità) nella tratta Torino-Lione. La protesta, che ha
guadagnato notorietà dal 2005 in seguito ai primi duri scontri fra NO-TAV e forze
dell’ordine, è iniziata negli anni Novanta. Dopo un quarto di secolo il conflitto non è
ancora risolto: sia il Governo che il movimento mantengono fermamente la propria
posizione, inconciliabile con quella sostenuta dalla controparte.
Si tratta di uno dei conflitti ambientali più significativi della storia italiana: per la
durata, per i gravi episodi che l’hanno caratterizzato, per l’alto grado di organizzazione
del movimento e per la notorietà che ha ottenuto attraverso i media tradizionali e la
rete. Un caso emblematico e molto attuale, che permette di esaminare nella loro
manifestazione più accentuata una serie di aspetti salienti nell’ambito della
Comunicazione della scienza: i processi di governance dei problemi tecnoscientifici in
Italia, le strategie comunicative adottate dalle parti in causa, il ruolo rivestito dagli
esperti e il grado di coinvolgimento dei cittadini nelle scelte governative.