Obiettivo di questo lavoro è il tentativo di operare una sorta di perequazione, di riequilibrio del peso che i due concetti, analogico e digitale, mostrano non tanto sul piano tecnico-professionale, in cui si sono sviluppati, quanto su quello della ricerca culturologica e dell'osservazione diretta della cultura. La supremazia del digitale è infatti evidente, ma comporta una perdita in quanto anche l'analogico può arrichire e quindi non merita l'accantonamento. L'integrazione tra questi due elementi risulterebbe quindi senz'altro più produttiva della loro concorrenza.