Voltaire sosteneva che uno Stato non può mai impoverirsi con i prestiti, “non dovendo che a se stesso”.Il debito pubblico è la risultante cumulativa dei prestiti che lo Stato e le sue amministrazioni contraggono per finanziare periodicamente il deficit di bilancio o, se si preferisce, la differenza tra spese ed entrate al netto degli interessi sui relativi titoli emessi, cioè il cosiddetto disavanzo primario. In termini diversi, esso è un debito dello Stato verso i cittadini – che ne ricevono gli interessi e la restituzione del capitale –, ma è, di converso, anche un debito dei cittadini verso se stessi, attraverso il pagamento delle imposte.