Il coinvolgimento di una molteplicità di attori nelle azioni di riconoscimento, tutela, conservazione, valorizzazione e gestione del patrimonio culturale del nostro Paese è da un lato sempre più rilevante, dall’altro poco utilizzato nel caso del patrimonio architettonico e urbano del Novecento. Sulla scorta delle buone pratiche già riconosciute e della Convenzione di Faro recentemente ratificata dall’Italia, in questo testo si pongono alcuni quesiti in merito al modo più efficace di organizzare il coinvolgimento delle comunità nel processo continuo di definizione e di gestione dell’eredità culturale. Risorse messe in gioco, valori riconosciuti, soggetti attivati e relazioni tra di essi possono costruire, se ben definiti e organizzati, traiettorie di patrimonializzazione adeguate a produrre non solo la conservazione del cultural heritage, ma anche occasioni di sviluppo sociale ed economico, e di empowerment delle comunità locali.