Attrice internazionale, Eleonora Duse ha avuto un rapporto privilegiato con Trieste, città nella quale si recava molto spesso sia perché qui aveva numerosi amici – come l’intellettuale Silvio Benco – sia perché il pubblico di questa città, al tempo appartenente all’Impero Austro-ungarico, possedeva una cultura diversa rispetto a quello italiano. Non a caso la Duse scelse di proporre proprio qui alcune “chicche” del suo repertorio e di far debuttare sul palcoscenico del Teatro Verdi quello che sarebbe stato l’ultimo spettacolo della sua luminosa carriera: Spettri di Henrik Ibsen. Spettò quindi ai critici triestini giudicare per primi questa messinscena, cogliendo immediatamente l’importante novità che – rispetto alle interpretazioni date al testo da Ermete Zacconi – ricollocavano al centro dell’azione la figura materna della Signora Alving.