Opzioni
Media digitali, sfera pubblica e democrazia nella recente riflessione filosofico-giuridica di Jürgen Habermas
Maceratini, Arianna
2025
Abstract
Nella Teoria del discorso di Habermas, la sfera pubblica coopera con il sistema politico alla circolazione dei discorsi pubblici, in un insieme di comunicazioni a multilivello che, dal parlare ordinario muove, verso l’istituzionalizzazione politica e giuridica delle argomentazioni, mobilitando principi rilevanti, informazioni, richieste e interpretazioni che predispongono l’agenda politica e ne assicurano il pluralismo discorsivo. Il doppio binario, tracciato dalla sfera pubblica instaura una circolarità comunicativa tra opinioni e decisioni, tra pubblico e privato, che pone i procedimenti democratici come medio tra l’interesse del singolo e l’interesse del cittadino, tra autonomia pubblica e autonomia privata, facendo sorgere una presunzione di razionalità delle pubbliche decisioni. Vengono, quindi, alla luce gli ambivalenti effetti dei media di massa che hanno condotto al declino di quella stessa sfera pubblica che, inizialmente, avevano contribuito ad alimentare. Lo sviluppo del Web e, successivamente, l’affermarsi dei social network sembrerebbero aver determinato una potente attivazione dell’autonomia comunicativa dei partecipanti alla sfera pubblica e una parallela dilatazione delle sue potenzialità; in Habermas, tuttavia, venendo a mancare il legame tra politica e comunicazione, un tempo sostenuto dal sistema dei mass media, il virtuale si caratterizza da una carenza di “intermediazione qualitativa” che si riflette in una minore qualità delle informazioni scambiate online, non essendo ancora sottoposte ad un vaglio di veridicità effettuato da professionisti. In altri termini, la coincidenza, nel Web, tra autori e fruitori dei materiali digitali conduce alla frammentazione dei discorsi pubblici, tale da suscitare comunicazioni “centrifughe” che si traducono in politiche particolaristiche e in un’accelerazione informativa che non si accorda ai presupposti della razionalità discorsiva e, in definitiva, della democrazia. La tutela della pluralità dei discorsi e dell’inclusività della sfera pubblica richiama, dunque, la garanzia di un “potere della ragione” che valorizzi la responsabilità degli individui in quanto cittadini, prima ancora che come utenti del Web.