Il libro, problematizzando l'esperienza, considera alcuni temi nodali della politica, intesa non come potere ma come sapere filosofico che, in quanto tale, è costretto ad abbandonare quello «scientifico» galileianamente inteso. La questione del bene comune, spesso frainteso, diventa questione centrale per legittimare l'esercizio del potere politico, direttamente o attraverso l'istituto della rappresentanza. In questa prospettiva il percorso di indagine, dopo una preliminare focalizzazione del rapporto tra concezione della ragione e visione della politica (con la distinzione tra politica come agatofilia e politica come cratologia), si incentra sul problema della rappresentanza politica, in relazione alla nozione di bene comune, giungendo a considerarne gli sviluppi in rapporto al problema della persona ed a quello della legittimità.