Il faro Spignon ha da tempo perso la sua funzione di ausilio alla navigazione. Posto giusto di fronte alla bocca di Malamocco e all’incrocio con altre vie d’acqua interne, sorge su una piattaforma artificiale che approfitta di un basso fondale. Posizione e morfologia idrografica rendono lo scambio con l’acqua di mare più intenso, determinando correnti di marea relativamente veloci e un ambiente più salino e “pulito”, condizioni favorevoli per la mitilicoltura.
Il progetto considera il faro Spignon come un terreno sperimentale, dove intensificare gli usi presenti e testare potenziali evoluzioni, crisi e adattamenti dell’interazione tra i vari attori coinvolti nella delicata situazione lagunare.