Futuribili è molto orgoglioso di pubblicare un numero della rivista su un tema interamente dedicato al futuro di Mogadiscio e della Somalia, principalmente nei loro tanti aspetti sociali, culturali e identitari, economici. Due parole vogliamo dedicare alla rivista di Futuribili con una breve presentazione, richiamandone i suoi obiettivi, un po’ di storia abbastanza lunga (per una rivista italiana), da quali editori è stata, ed è, pubblicata, come è organizzata. Gli obiettivi di Futuribili sono espressi da una domanda che può avere una o tante risposte: a chi è rivolta la rivista? Possiamo rispondere che questa rivista è destinata anzitutto a chi deve prendere decisioni, e in generale alla formazione di una opinione pubblica delle società civili di uno stato. Ciò viene effettuato attraverso l’elaborazione di una pluralità di scenari che rappresentino delle vie per assicurare previsioni di tanti (alternativi) futuri possibili, da confrontare tra loro conseguenze volute e da scegliere per perseguire il futuro meglio adeguato agli obiettivi, da confrontare coi costi economici e politici per la loro realizzazione e, secondariamente, quanto l’enfasi dei valori perseguiti negli scenari elaborati dalle comunità della società implichi la rinuncia ad altri valori di altri gruppi sociali. In definitiva si avranno tanti scenari dai quali scegliere quello più adeguato agli obiettivi perseguiti, o anche costruire un mix di elementi tratti da uno e/o da altro degli scenari, ma anche individuare i tempi per realizzare i tanti obiettivi voluti dalla futura società somala. La rivista Futuribili è nata nel 1967, fondata e diretta da Pietro Ferraro, e pubblicata dall’editore Tumminelli di Roma. Questa serie di Futuribili però si è conclusa nel 1974, con la morte del suo direttore. Futuribili viene rifondata nel 1994 da Alberto Gasparini, direttore e proprietario della testata, e pubblicata prima da Franco Angeli di Milano, e poi dal 2017 dalle Edizioni Universitarie di Trieste (EUT)