Il saggio presenta la scoperta di fonti inedite riguardanti la sede della prima sinagoga di rito sefardita della Comunità ebraica di Trieste, la cui esistenza non era nota, in uno dei palazzi ancor oggi di maggiore rilievo del centro storico; inoltre mette in evidenza il ruolo dei Camondo a Trieste nei secoli XVII e XVIII, sinora poco evidenziato, ed i loro legami con gli ebrei – alcuni di grande notorietà e ancor oggi ricordati - della grande comunità ebraica del portofranco. Viene esposta anche la vicenda della famiglia stessa, proveniente dalle terre del Sultano, dalle quali era dovuta fuggire per salvarsi, nonché la successiva sua storia sino alla deportazione degli ultimi membri, stabilitisi a Parigi, dove il loro palazzo ed il loro patrimonio artistico costituiscono ancor oggi una preziosa testimonianza culturale e sede museale.