I giornali di trincea italiani rappresentano un importante strumento di osservazione della storia e della società durante gli anni della Grande Guerra in Italia. Se quotidiani come il Corriere della Sera oppure La Stampa avevano il compito di informare la popolazione (e, per un certo periodo, anche i soldati al fronte) sugli eventi militari, i giornali di trincea dovevano tenere alto l’umore di chi combatteva (e aggiornarlo su ciò che accadeva, nonostante la manipolazione delle notizie da parte del servizio P) attraverso articoli di vario genere, rubriche e vignette.
In questo contesto, è forse possibile che alcuni di questi giornali, in seguito alle prime ondate di Spagnola tra le fila degli eserciti combattenti, abbiano tentato di dare consigli ai soldati sui comportamenti (igienici e non solo) da assumere.
Il presente contributo intende indagare le modalità con cui i giornali di trincea hanno
veicolato le notizie sulla Spagnola (consigli igienici, ad esempio) e hanno evidenziato l’eventuale pericolosità della malattia, anche tramite l’utilizzo di un ben preciso vocabolario. L’analisi verrà condotta attraverso lo spoglio di alcuni dei giornali più diffusi tra i soldati italiani, come La ghirba e La tradotta.