Il saggio approfondisce il complesso 'iter' della riflessione poetica di Biagio Marin che si snoda lungo un percorso di implicazioni antitetiche, come il rapporto tra poesia e nucleo intellettuale, tra lirica ed elemento razionale, tra l'individuo e la società, tra poesia dialettale e poesia in lingua nazionale. Tali contrapposizioni rispecchiano la logica crociana riguardante il concetto di 'poesia e non poesia' e la nozione di 'letteratura dialettale riflessa'. Infine, è analizzata la posizione di Biagio Marin in qualità di critico, in relazione alle opere di Giotti e Saba, dove si evidenzia una personale partecipazione nello stabilire e ripercorrere il rapporto tra la biografia e le opere nei due poeti e una proiezione su di essi, per diversi aspetti, della propria 'autoimmagine'.