La crescente attenzione verso la mobilità sostenibile come strumento per migliorare la qualità dell’aria si coniuga con l’importanza che ha la mobilità attiva nel contribuire al miglioramento delle condizioni di salute della popolazione. Questo lavoro si concentra sullo studio dell’integrazione modale tra lo spostamento attivo ed il trasporto pubblico, attraverso la descrizione delle alternative modali preferite per raggiungere la stazione dei treni da parte di un campione di studenti dell’Università di Trieste. La comprensione della struttura delle preferenze avviene attraverso la raccolta di informazioni su
scelte effettive ed ipotetiche e sulla stima di un modello logit multinomiale per preferenze rivelate e dichiarate. Gran parte degli intervistati sono captive motorizzati, ovvero non cambierebbero l’alternativa passiva per quella attiva, soprattutto per effetto delle condizioni di contorno. Coloro che già adottano una modalità attiva risiedono normalmente in una catchment area con un raggio che raggiunge al massimo i 3 km per gli spostamenti in bicicletta. Il passaggio da una modalità passiva ad una attiva sembra prevalentemente determinato dalla distanza tra il luogo di residenza e la stazione ferroviaria. Il decisore pubblico può agevolare questa transizione attraverso una maggiore lunghezza e densità delle piste ciclabili e garantendo la sicurezza dei parcheggi per biciclette in stazione.