Opzioni
Il valore identitario nella promozione di economie circolari: il caso del termovalorizzatore di Brescia
BARBARA MARIA FRIGIONE
•
MARILISA MORETTI
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ANDREA PERAZ
•
DANIELE SORAGGI
2023
Abstract
Da qui al 2030, 3 miliardi di consumatori entreranno nella classe media, spingendo la domanda di beni e
servizi a livelli mai verificatisi prima (FISE ASSOAMBIENTE, 2019). In questo contesto, il concetto di
economia circolare intende rispondere non solo alla sempre più scarsa disponibilità di materie prime data
dall'eccessivo sfruttamento delle risorse, ma anche al problema della gestione dei rifiuti.
Definita dalla Commissione Europea come "un’economia in cui il valore dei prodotti, dei materiali e delle
risorse si conserva quanto più a lungo possibile, riducendo così al minimo i rifiuti e l’utilizzo delle risorse"
(COM (2015)614), l'economia circolare rappresenta uno dei molteplici temi che l'Unione Europea intende
affrontare al fine di rispondere agli impegni assunti nell'ambito dell'Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile
(COM (2019) 640).
La gestione dei rifiuti è uno degli elementi chiave del concetto di economia circolare (COM (2015)614).
Poiché le tecnologie attuali non permettono di ipotizzare percentuali di riciclo pari al 100%, per alcune
frazioni di rifiuti il recupero energetico rappresenta un'opzione da non sottovalutare (COM (2017) 34).
Pertanto, se da un lato l'azione di riciclo consente di riconoscere un plus-valore ai prodotti grazie alla
possibilità di reimmettere nel ciclo produttivo materie prime e seconde, dall'altro il recupero energetico
consente di valorizzare in termini di energia la quota di rifiuti non riciclabili.
Al riguardo la Commissione Europea afferma che “se non si può evitare di produrre rifiuti né è possibile
riciclarli, recuperarne il contenuto energetico è di norma preferibile al collocamento in discarica, sia sotto il
profilo ambientale che economico. Vi è quindi spazio per la termovalorizzazione, che può creare sinergie
con le politiche unionali in materia di energia e clima, ma sempre tenendo presente i principi della gerarchia
unionale dei rifiuti. La Commissione valuterà in che modo ottimizzare questa pratica, senza compromettere
l’aumento del riutilizzo e del riciclaggio, e come sfruttare al meglio il corrispondente potenziale energetico”
(COM (2015)614).
Tuttavia, non è raro che gli impianti di termovalorizzazione si scontrino con lo scetticismo e la difficoltà di
accettazione da parte delle comunità locali, in particolar modo in quelle aree senza esperienze pregresse
legate alle attività di incenerimento dei rifiuti o con esperienze negative (Achillas et al. 2011; Xu, Lin, 2023;
Caferra et. Al. 2023).
Inserendosi in tale contesto, il presente contributo analizza il processo di valutazione della circolarità delle
materie prime in Europa e il valore dei rifiuti, prestando particolare attenzione alla realtà italiana. Partendo
da una panoramica sul tipo, il numero e la localizzazione degli impianti di smaltimento rifiuti presenti in
Italia, in seguito l’analisi si concentra sugli impianti di termovalorizzatore e sulle difficoltà di posizionamento
degli stessi. A conclusione, il caso studio del termovalorizzatore di Brescia viene presentato al fine di
stimolare una riflessione sul ruolo potenziale che tali impianti possono ricoprire per la generazione di valori
di tipo identitario.
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