Considerando il rapporto tra scienza ed etica secondo Margherita Hack (12 ottobre 1922 - 29 giugno 2013) non si può prescindere dal suo convinto e profondo ateismo, che non concedeva spazio ad alcun tipo di fede. Non credeva alla vita dopo la morte e per lei l’anima coincideva con l’attività cerebrale. Una fede comunque manifestava: credeva nella libertà intellettuale, nella razionalità e nel rifiuto di ogni dogmatismo e di ogni verità rivelata o pregiudizio religioso. Appassionata difenditrice della scienza pura, sosteneva la necessità di un’etica laica con un’eloquenza fiera e spesso aggressiva.