Opzioni
Dal giovane Holden al vecchio Alex. La mimesi dell'italiano giovanile tra invenzione e traduzione
2016
Periodico
TRADURRE
Abstract
Scopo di questo studio è cercare di valutare le strategie seguite dai tre traduttori di The Catcher in the Rye con specifico riferimento agli aspetti legati alle scelte linguistiche relative alla dimensione diastratica, quindi alla giovane età del narratore. L’intento non è tanto giudicare se le varie traduzioni siano più o meno riuscite, quanto enucleare le diverse strategie impiegate per rendere in italiano una varietà linguistica che viene generalmente considerata centrale nell’economia complessiva del romanzo. Ora, per compiere questa operazione mi pare necessario dotarsi di un termine di paragone, e i numerosi studi ormai disponibili sull’italiano giovanile e le sue fasi di sviluppo offrono già un riferimento importante (oltre al già citato Cortelazzo 1994, tra i contributi più recenti segnalo Coveri 2014 e Marcato 2013, cap. VI), ma ho pensato che sarebbe stato più proficuo confrontare le scelte dei traduttori che ci interessano con la stilizzazione della lingua di adolescenti e postadolescenti offerta da autori italiani. Per valutare quanto la resa di un ipotetico italiano giovanile dell’inizio degli anni cinquanta si sovrapponga ai tratti assegnati all’italiano giovanile che si è effettivamente sviluppato solo negli ultimi trent’anni del Novecento (o ne diverga) ho preso in considerazione tre opere, anch’esse definibili come paradigmatiche della varietà stessa: Porci con le ali. Diario sessuo-politico di due adolescenti, di Marco Lombardo Radice e Lidia Ravera (1976: d’ora in avanti abbreviato in Ali), la raccolta di racconti di Pier Vittorio Tondelli Altri libertini (1980: Libertini), e Jack Frusciante è uscito dal gruppo di Enrico Brizzi (1994: Jack).
Diritti
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