A partire dal nuovo millennio l’arte ha giocato un ruolo sempre più rilevante nella rigenerazione urbana e territoriale. Questi processi hanno instaurato con le comunità in cui si inseriscono e sviluppano rapporti dinamici e complessi, di esito non scontato, in particolare se simili interventi interessano borghi e piccoli paesi –come Villa di Verzegnis, situato nell’area montuosa della Carnia in Friuli Venezia-Giulia– caratterizzati da fenomeni di decrescita demografica ed economica. L’obiettivo della ricerca è quindi quello di indagare in che modo l'arte e l’investimento nella cultura possano avere un ruolo rigenerativo in particolare nelle comunità “che si restringono”, approfondendo un caso studio portatore di una profondità storica adeguata come l’Art Park di Villa di Verzegnis.
La ricerca indaga quindi l’esperienza pluridecennale dell’Art Park attraverso esplorazioni sul campo, una serie di interviste mirate e l’accesso a testi primari e secondari. Al fine di condurre un’indagine accurata dello sviluppo del progetto e delle reazioni e degli effetti di questo sulla comunità e di riportare efficacemente le impressioni degli attori coinvolti, si è deciso di produrre approfondite interviste “verticali” faccia a faccia, piuttosto che optare per un modello “orizzontale”.
Un primo bilancio è tutt’altro che semplice e rassicurante: l’investimento nell’arte senza una effettiva mobilitazione comunitaria costituisce la mera espressione di un’azione mossa da ragioni individuali e priva di effetti significativi sulla società e sull’economia locale.