La ricerca di dottorato, intitolata "Architetturofagia. Naturalizzazione e consumazione del corpo architettonico", si occupa di indagare forme e processi del progetto d’architettura che si fondano sull’assimilazione di logiche e capacità della realtà naturale, tanto da accettarne la caducità, il deperimento e la consumazione da parte di forme di vita multi-specifiche. Dall’alta ingegneria alle architetture del folklore, il progetto partecipa e si offre al reame dei viventi come corpo vivo, edibile o biodegradabile. Si tratta, sostanzialmente, di una rinuncia alla permanenza, ovvero della predisposizione ai processi naturali di vita e morte perseguiti attraverso sofisticazioni tecnologiche ed espedienti low-tech che permettono ai progetti di lasciarsi consumare e tornare alla terra come cibo o compost.
The PhD research, entitled "Architecturophagy. Naturalization and Consumption of the Architectural Body", aims to investigate forms and processes of architectural design that are based on the assimilation of the logic and capacities of natural reality, in order to accept its transience, decay and consumption by multi-specific life forms. From engineering to folklore architecture, the project participates and offers itself to the realm of the living as a living, edible or biodegradable body. It is, in essence, a renunciation to permanence, that is, a predisposition to the natural processes of life and death pursued through technological sophistications and low-tech devices that allow projects to be consumed and return to the earth as food or compost.