L’attività del Laboratorio di Progettazione Integrata dell’Architettura e del Costruito (CdLMcuA – DIA – UNITS) propone quest’anno (2018-2019) una riflessione trasversale tra geografia e architettura, un antico tema che ha sempre accompagnato la storia dell’uomo e la costruzione del paesaggio, basti pensare alla muraglia cinese o agli acquedotti romani, al Vallo di Adriano o alle grandi bonifiche agricole. Apparentemente immobile, la geografia riscrive e informa nuovi linguaggi architettonici e viceversa l’architettura, se osservata con il punto di vista del geografo ridisegna ciclicamente, attraverso le scale e la storia della geografia, sempre nuove relazioni, assetti e testi: il palinsesto. Il percorso immaginato prevede 13 tappe lungo i 180 km del confine tra Italia, Austria e Slovenia (il racconto), da Tarvisio a Trieste. Il lavoro si articola in 4 fasi: analitica, sintetica, interpretativa e progettuale, sempre con registri linguistici e media diversi, alla ricerca della sottile relazione tra parola e contenuto, tra architettura e luogo, tra figura e immagine. Quella qui esposta è la seconda fase, e costituisce un momento di sunto delle letture e delle derive svolte sul campo, che elabora appunto una figura di sintesi tra temi e luoghi individuati dagli 11 gruppi di lavoro. E' quindi una fase sia di analisi che di prime proposte di progetto, presentata sotto forma di “pannello a due dimensioni e mezzo”.
Le undici visioni propongono, ognuna, una nuova geografia del confine, che nel loro insieme ridisegnano in maniera “acrobatica” un'inedita morfologia del limes, palinsesto di una comunità multietnica in cui i sedimenti di storia, geografia e architettura riscrivono ancora una volta un nuovo racconto.