Scopo di questo studio è di presentare le posizioni che alcuni filosofi hanno espresso nel 1917 (e nei prossimi anni circostanti) sulla prima guerra mondiale. Vengono esaminati i testi di alcuni pensatori rappresentativi: Scheler, Simmel, Husserl, Jünger, Bergson, Hofmannsthal, Unamuno, Ortega y Gasset e Croce. Germania, Francia, Austria, Italia e Spagna sono anche casi paradigmatici di nazioni schierate su fronti opposte e di una non interventista. Dall'analisi emerge un quadro molto differenziato, che presenta tuttavia almeno due elementi comuni: né una riflessione enfatica e non moralistica sulla guerra, né una difesa dell'elemento nazionale come contributo essenziale allo sviluppo dello spirito europeo. Nonostante le loro critiche al nazionalismo e il loro comune desiderio di superare la guerra, i filosofi qui esaminati sono convinti che la difesa della nazione sia la base per la conservazione sia dell'identità europea che dell'Europa nel suo insieme.