L’affermarsi del cultural planning nelle strategie di pianificazione e
riqualificazione urbana ha suscitato una rinnovata attenzione verso
le espressioni dell’identità territoriale e delle specificità paesaggistiche.
Al di fuori dei centri storici tutelati e valorizzati va, tuttavia,
sottolineata la difficoltà di far riemergere quei segni in grado di restituire
unicità e valore ai luoghi, nonché di infondere senso di appartenenza
nelle comunità.
L’espansione caotica del tessuto urbano ai margini delle grandi città
ha cancellato processi di stratificazione e ha inglobato quelle strutture
che, per l’evoluzione delle forme e delle funzioni, esprimono il
genius loci. Le ville suburbane e le residenze signorili rappresentano
un significativo esempio di tali dinamiche.
Prendendo in esame la collina del Vomero – ameno paesaggio agrario,
oggi quartiere di Napoli – in una prospettiva geostorica, il contributo
si propone di creare una breve serie storica in ambiente GIS di
tre cartografie sovrapposte (1775, 1872 e 2005) per l’individuazione,
attraverso l’analisi diacronica, delle ville e delle relative trasformazioni.
Le carte topografiche del Settecento e dell’Ottocento, opportunamente
selezionate, forniscono quelle informazioni essenziali per
avviare azioni di rinnovamento urbano centrate sulla cultura e sui
segni dell’identità. Attraverso l’analisi di un caso specifico, la collina
del Vomero, il lavoro intende dimostrare il supporto che la cartografia
storica può fornire al cultural planning nell’ambito della progettazione
urbana.