Il presente contributo è desunto da una ricerca più ampia che affronta due aspetti centrali dell’archeologia delle città, che per ragioni e tradizioni differenti hanno segnato gli studi del secolo scorso: la topografia, da un lato, e gli aspetti della pianificazione (il potenziale archeologico) dall’altro. I due temi contribuiscono a delineare il percorso attraverso cui è stato affrontato lo studio della città di Mantova nell’alto Medioevo. La ricerca si muove infatti tra la ricostruzione topografica della struttura urbana, anche e soprattutto diacronicamente, e l’uso della fonte archeologica nella sua dimensione “pubblica”. In questo caso uno delle principali caratteristiche del lavoro è il tentativo di muoversi tra la ricostruzione del contesto urbano e la valutazione stratigrafica dei singoli contesti di scavo, tanto da riportare alla memoria i primi lavori di archeologia urbana. La parte conclusiva è più orientata alla considerazione dei dati archeologici in un’ottica di pianificazione: questo viene fatto sottolineando due aspetti importanti, la necessità dello sviluppo di un GIS che incontra in pieno il dibattito anche attualmente in corso su questi temi e quello dell’integrazione con altre tipologie di fonte.