L’intervento ripercorre la vicenda che sul finire del 1936 Vaccaro condivide con Enrico Del Debbio e Gio Ponti e che per meno di due mesi pare prospettare l’opportunità di redigere e coordinare l’esecuzione del “piano generale architettonico” di Addis Abeba. Il ruolo avuto da Vaccaro nello sfortunato incarico è posto in relazione al rapporto che, dai primi anni 1930, il suo sincretico quanto personale fare progettuale instaura con le esperienze delle avanguardie architettoniche europee.