Il saggio analizza i quattro progetti turistico-ricettivi sviluppati da Costantino Dardi in Tunisia tra il 1971 e il 1975, nell’ambito delle commesse Italconsult. Questi interventi, collocati nelle località di Zarzis, Sousse e Djerba, costituiscono un momento cruciale della riflessione dardiana sul rapporto tra geometria e paesaggio mediterraneo. Il saggio evidenzia come la figura del “recinto” assuma una centralità teorica e operativa, fungendo da dispositivo compositivo, morfologico e simbolico per integrare architettura e natura, economia turistica e strategie geopolitiche. I progetti, concepiti come “città del loisir”, traducono il paesaggio in narrazione e scena, con richiami a forme storicizzate del paesaggio agrario, alle tassellature fondiarie, al disegno del suolo e all’ordine modulare. Il saggio interpreta l’opera di Dardi come una sintesi tra teoria e progetto, tra astrazione geometrica e contesto mediterraneo, in cui l’architettura diventa meraviglia e racconto, capace di evocare la dimensione del viaggio come esperienza estetica e culturale.