La valle del Belìce, un’ampia area geografica di quattordici comuni della Sicilia occidentale, è un territorio complesso. Nel 1968 fu sconvolta da un violento terremoto, cui fecero seguito ampi progetti e ingenti investimenti per la sua rinascita. Cinquantadue anni dopo l’evento traumatico che la colpì, mostra ancora segni di forte depauperamento demografico e di difficoltà nel raggiungimento di un maggior livello di sviluppo.
La ricerca parte con cenni di inquadramento geografico della valle e dell’evento sismico, procedendo con la ricostruzione del mosaico socio-economico e territoriale che ha visto cambiamenti nell’architettura e cambiamenti identitari, in particolare per quattro località: Gibellina, Poggioreale, Salaparuta e Montevago. Ci si sofferma sulle complesse dinamiche che hanno accompagnato lo sviluppo e sulle permanenze paesaggistiche attraverso il supporto di iconografie, cartografie e fotografie.
Il contributo intende riflettere sulle politiche messe in campo per rimediare a scelte non appropriate nella fase di ricostruzione e alle carenze di manutenzione che hanno finito per compromettere la qualità della vita delle comunità residenti; politiche che puntano sul milieu territoriale e i tratti identitari, sulla “vivacizzazione” del tessuto produttivo, quali volani per discendere risultati positivi per il territorio belicino.