La legge sull’equo compenso non si applica nell’ambito di procedure di affidamenti pubblici di servizi. Nota a Consiglio di Stato sez. v, 3 febbraio 2025 n. 844
Nel lavoro si analizza una recente sentenza del Consiglio di Stato che individua i
confini applicativi tra la legge sull'equo compenso, n. 49/2023 e la disciplina relativa alla scelta del contraente nel caso di affidamento di contratti di servizi posta dal d. lgs. n. 36/2023. La sentenza del Consiglio di Stato oggetto di commento stabilisce in modo inequivocabile la radicale distinzione tra la normativa posta tutela del lavoratori subordinati dell’appaltatore pubblico e la legge sull'equo compenso che pone delle regole a tutela di un soggetto che, in quanto lavoratore autonomo, è titolare
di un'attività economica. Delimitare i confini applicativi dei due plessi normativi significa tracciare il punto di equilibrio tra diversi interessi oggetto di tutela da parte dell’ordinamento giuridico sia a livello europea che interno. Si tratta della tutela dei lavoratori, subordinati e non, ma anche della libertà di iniziativa economica privata, dell’autonomia privata, della concorrenza, dei diritti dei consumatori e degli utenti, del miglior uso del pubblico denaro.